Anche la Libia nell'Enel ?


17 Marzo 2009 - Sembra che dopo aver acquistato il 5% circa del capitale dell’Eni, i responsabili del governo libico abbiano messo gli occhi anche sull’Enel.

Il messaggio, neppure troppo velato, con cui l’ambasciatore libico a Roma, Gaddour, ha parlato di interesse nel piano di consolidamento finanziario annunciato dalla compagnia italiana, ha confermato come la Libia stia esaminando concretamente la possibilità di entrare nel capitale dell’Enel attraverso i suoi fondi sovrani.

Anche se l’ ambasciatore libico non ha mancato di sottolineare come l’eventuale ingresso di Tripoli nella società guidata da Fulvio Conti avrebbe una portata inferiore rispetto a quanto investito nell’Eni, resta comunque degno di nota l’interessamento e la disponibilità dei libici di iniettare liquidità nella società italiana.

L’ amministratore delegato dell’Enel, pur aprendo ad una partecipazione di natura amichevole, ha tuttavia escluso la ricerca di alleanze per digerire il boccone Endesa, società oramai posseduta per il 92%.

La settimana scorsa è stato intanto presentato il nuovo piano industriale, che oltre alle previsioni di un utile in crescita dai 4 ai 5 miliardi da qui al 2013, prevede, sempre nello stesso periodo, un calo del debito fino a 41 miliardi di euro, agevolato in parte anche da un piano di dismissioni di oltre 10 miliardi da effettuarsi entro la fine del 2010.

Tra le notizie anche quella che prevede una nuova politica dei dividendi: da quest’anno il monte dividendi sarà pari al 60% dell’utile netto complessivo.

La Borsa ha premiato il titolo che ieri, lunedì, ha chiuso di poco sotto la soglia dei 4 euro, valore che aveva abbandonato da parecchie sedute.

Sempre con la presentazione del piano industriale è inoltre iniziata la trattativa per la cessione della quota di maggioranza relativa della rete di distribuzione del gas.

Maurizio Zani - XageneFinanza2009



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