Ancora una giornata nera per le Borse


22 Gennaio 2008 - Solo Wall Street, chiusa per la celebrazione del Martin Luther King Day, si è salvata dallo spaventoso crollo che ha colpito tutte le borse mondiali.

Si è trattato di una giornata che non si vedeva dal fatidico 11 settembre 2001, giorno dell' attacco alle Torri gemelle, e che ha visto ribassi record anche su mercati noti per la loro solidità.

La causa di questo nuovo crollo dei listini va ricercata nella debolezza dell’economia americana, dove il timore di recessione è elevato.
Le misure previste dal piano Bush per contrastare il declino economico americano, non sono ritenute sufficienti a scongiurare una grave crisi.

Nelle Borse, le vendite sono partite dall'Asia. I mercati emergenti, ritenuti fino a pochi giorni fa in grado di attirare i capitali in fuga da Europa ed America, hanno messo a segno ribassi consistenti: Munbay ha registrato la più alta perdita del suo indice, -7,1%, ma altrettanto pesanti sono stati gli scivoloni di Shanghai, - 5,1% ed Hong Kong, - 5,4%.

Venendo all' Europa, Madrid, -7,5%, ha segnato il crollo maggiore degli ultimi 20 anni, seguita da Francoforte -7,1%, Londra -5,4% e Parigi -6,8%.
Milano ha chiuso a -5,1%.

Solo nel vecchio continente sono stati bruciati 430 miliardi di euro, cifra che riguarda in prevalenza i titoli bancari ed assicurativi, anch' essi oramai sotto la mannaia della crisi dei mutui subprime.
E’ di qualche giorno la notizia che la banca tedesca WestLb ha annunciato perdite per oltre un miliardo di euro.

Maurizio Zani - XageneFinanza2008



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