Banche: in futuro una gestione più oculata degli investimenti


22 Maggio 2008 - Il terremoto creato nel sistema bancario dalla crisi dei mutui subprime non ha ancora terminato di far danni.

Le banche italiane fino ad ora sono state sfiorate solo in parte dalla crisi, che, al contrario, si è riversata principalmente sugli istituti di credito americani ed inglesi, anche se il caso Ubs sta ad indicare che la crisi ha colpito anche nel vecchio continente.

Ad oggi le misure adottate dalle banche coinvolte nella crisi per risollevarsi, hanno riguardato consistenti tagli del personale, aumenti di capitale, revisioni e ridimensionamenti dei piani industriali già approvati ed in alcuni casi, come in quello dell’inglese Northern Rock, l’intervento dello stato per salvare banca e correntisti, oppure sono stati celebrati matrimoni combinati come quello tra JP Morgan e Bear Stearns.

Un’altra mano importante agli istituti coinvolti è venuta dai vari tagli dei tassi d’interesse operati dalla Federal Reserve ( Fed ), la banca centrale americana.

Si è stimato che i costi della crisi siano ammontati finora a circa 200 miliardi di euro: tale cifra comprende sia le perdite subite che i nuovi accantonamenti legati alla scoperta di future perdite. Diversi analisti prevedono che di qui fino alla fine dell’anno verrà bruciato un analogo importo.

Il 2008 si è presentato come un anno difficile per il settore finanziario ed i fatti non stanno smentendo le più fosche previsioni; tuttavia già il prossimo anno dovrebbe vedere delle schiarite e le banche dovrebbero recuperare molto del terreno perduto.

Il settore finanziario, agli attuali prezzi di mercato, è abbastanza conveniente e, sulla base delle passate esperienze, c’è da ritenere che nel prossimo futuro gli investimenti delle banche saranno gestiti in modo più oculato.

Maurizio Zani - XageneFinanza2008



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