Caso Parmalat , forse un crac da 10 miliardi di euro


22 Dicembre 2003 - Parmalat era considerata una delle società italiane più attive sui mercati internazionali , una vera potenza nel settore alimentare.

Ora rimane l’amarezza di un crac di vaste proporzioni , tale da indurre alcuni a definirlo “ l’Enron europea “.

Alla base un progetto troppo ambizioso e debiti eccessivi, che hanno indotto gli amministratori ad optare per investimenti rischiosi.

Parmalat è presente in 30 Paesi del mondo e dà lavoro a circa 35.000 persone.

Nel periodo compreso tra il 1997 ed il 2001 Parmalat ha dato avvio ad una girandola di acquisizioni. Per pagare queste acquisizioni l’azienda di Collecchio si è fortemente indebitata.

Un debito che nel corso degli anni è aumentato in modo vertiginoso. Forse allora il ricorso ad operazioni finanziarie rischiose per cercare di tamponare la falla.

La bolla è scoppiata l’8 di dicembre 2003 , quando il fondo Epicurum non ha liquidato la quota Parmalat di 500 milioni di dollari.

Ora si profila l’amministrazione controllata.

Il buco nei conti Parmalat è enorme. Dapprima si parlava di 4 miliardi di euro , ma secondo la Procura potrebbe aggirarsi sui 7 e persino sui 1 miliardi.

La Procura ha ipotizzato 4 reati:

- falso di bilancio
- false comunicazioni dei Revisori
- aggiotaggio
- truffa aggravata

( Xagena 2003 )



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