Eni: intoppi in Kazakhstan


12 Settembre 2007 - Brutte notizie per l' Eni dal fronte del Kazakhstan: il governo locale ha momentaneamente sospeso i lavori di sviluppo del grande giacimento di gas nel Kashagan per presunte violazioni delle leggi ambientali locali da parte del consorzio aggiudicativo della fornitura, guidato dall' Eni.

Molto più verosimilmente si tratta di una querelle economica, legata al riconoscimento di adeguate compensazioni finanziarie.

Quello che infatti sembra essere il vero motivo della sospensione è l’intenzione da parte delle Autorità kazake di rinegoziare, da posizioni di forza, il contratto stipulato alcuni anni fa.

Mentre nel contratto iniziale veniva loro riconosciuto il 10% dei profitti futuri derivanti dallo sviluppo del giacimento, ora le Autorità del paese asiatico vorrebbero portare questa percentuale al 40%.
Tuttavia, una rinegoziazione del contratto non dovrebbe compromettere la redditività dell'investimento dell'Eni, dal momento che le stime sulle capacità produttive del giacimento sono state innalzate.

Solo la revoca totale della gestione potrebbe avere conseguenze pesanti per la società italiana: ma sono ipotesi al momento prive di fondamento.

Gli analisti confermano per l'Eni le stime di un utile per azione di 2,5 euro per azione nel 2007 e di circa 2,45 per il 2008.
Il titolo ha subito tuttavia un pesante ribasso a Piazza Affari in un momento in cui tutto il listino manifesta debolezze.

Maurizio Zani - XageneFinanza2007



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