Fiat, e venne il giorno dello scorporo


22 Aprile 2010 - Il consiglio d’amministrazione della Fiat svoltosi ieri, mercoledì 21, al Lingotto ha approvato il nuovo piano industriale: a grandi linee si parla di una produzione annua complessiva di 6 milioni di automobili, del lancio sui mercati di 34 nuovi modelli oltre ai restyling già programmati, del nuovo ruolo centrale dell’Italia come polo produttivo e, non ultimo, della previsione di un utile netto di 5 miliardi di euro nel 2014.

Nel nuovo piano, presentato del neo-presidente Elkann e dall’ad Marchionne ad analisti e sindacati, è stato finalmente introdotto il nuovo elemento di cui si parla da tempo, lo spin-off.
In tempi abbastanza brevi avverrà lo scorporo del settore auto dal resto del gruppo.

Secondo Marchionne, entro il 2010, verranno scorporati: Chl, trattori e macchine per il movimento terra, Iveco, settore camion, e la branca della Powertrain adibita alla costruzione dei motori per le due società.
Questi asset dovrebbero andare a confluire nella nuova Fiat Industrial.

La Fiat attualmente quotata si concentrerebbe sulle auto, sulla parte della Powertrain che produce i motori per le auto, sui componenti e sulle altre attività.

La nuova Fiat Industrial quotata a Piazza Affari dovrebbe avere anch’essa le tre classi di azioni storiche, ordinarie, privilegiate e risparmio, e gli azionisti dovrebbero avere in mano una nuova azione ogni vecchia posseduta: questo per non annacquare la quota di maggioranza relativa attualmente detenuta da Exor.

Con la dimissioni di Montezemolo si apre una nuova stagione per la Fiat; la separazione del settore auto ha ricevuto consensi in Borsa con un recupero superiore ai 10 punti in due sole sedute e le prospettive per il futuro sono quanto mai rosee.

Tra le novità il ritorno della Lancia negli Usa, previsto per il 2012, ed il pieno regime dei recenti accordi stipulati con i cinesi, i russi e gli indiani.

Maurizio Zani - XageneFinanza2010



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