Geotermia in Toscana


18 Gennaio 2011 - Il 2011 si è aperto con 35 gruppi in esercizio in contemporanea: è la prima volta nella storia secolare della geotermia toscana. Il risultato è stato raggiunto con la messa in esercizio delle nuove centrali di Radicondoli 2 e di Chiusdino: ora sono 33 gli impianti attivi per un totale di 35 gruppi in esercizio, in grado di produrre 453 Gwh, pari al consumo di 150.000 famiglie toscane.

Le 33 centrali rispettano i migliori standard ambientali e di inserimento paesaggistico, grazie agli innovativi sistemi di telesupervisione e telediagnostica per il controllo a distanza dei gruppi e la prevenzione di eventuali anomalie di funzionamento.

Ma sono soprattutto gli abbattitori di mercurio e idrogeno solforato, i cosiddetti impianti Amis, a fare la differenza. Si tratta di una tecnologia sviluppata e brevettata dalla Ricerca di Enel che permette di ridurre praticamente a zero gli inquinanti naturali associati al vapore geotermico con cui sono alimentate le centrali.
La prima a esserne dotata è stata quella di Bagnore 3, sul Monte Amiata, nel 2002; dall'inizio del 2010 l'Amis è stata resa obbligatoria dalla Regione Toscana per tutti gli impianti.

Le 33 centrali geotermiche di Enel Green Power ( Egp ), situate nelle province di Pisa, Grosseto e Siena, con oltre 5 miliardi di KWh annui, coprono il 25% dei consumi energetici della Toscana per un risparmio di 1.1 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. E sono cifre destinate a crescere grazie all'accordo con la Regione Toscana per lo sviluppo sostenibile della coltivazione geotermica, il miglioramento delle tecnologie per l'estrazione del vapore, la valorizzazione dei territori che ospitano i giacimenti e la tutela dell'ambiente.

XageneFinanza2011



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