Il crack di Lehman Brothers


15 Settembre 2008 - Il fallimento della banca d’affari americana Lehman Brothers è piombato sui mercati mondiali alla ripresa delle contrattazioni di lunedì: perdite sopra i 4 punti percentuali a Wall Street, mentre le Piazze europee hanno fatto registrare un calo medio di circa il 4%. Tokio e Hong Kong hanno aperto con ribassi vicini ai 5 punti percentuali.

Una bruttissima giornata ma, paradossalmente, non quel terremoto temuto da molti.

Di contro si è assistiti, forse per il venir meno della speculazione, al calo del prezzo del petrolio, che ha lasciato altri 5 dollari al barile.

La paura ed il nervosismo continuano a farla da padroni in presenza di una crisi che è ormai giunta a coinvolgere i mostri sacri del capitalismo americano, e di cui è difficile stabilire il termine.

Le principali istituzioni di Wall Street, che hanno scoperti per centinaia di miliardi di dollari, a causa dei prestiti che non avrebbero dovuto concedere, si trovano ora prive di capitali sufficienti per coprire le perdite: il crack di Lehman Brothers, di oltre 600 miliardi di dollari, è assai maggiore di quelli Worldcom ed Enron.

Merrill Lynch ha anticipato la bancarotta, facendosi acquisire da Bank of America per 50 miliardi di dollari.

Meno appariscente ma molto più preoccupante la richiesta fatta da Aig, American International Group, la più grande compagnia di assicurazioni del mondo, alla Fed per ottenere una linea di credito d’emergenza di 40 miliardi di dollari.
Il titolo è sceso lunedì del 50%.
La Federal Reserve ha chiesto a Goldman Sachs e JP Morgan di guidare un finanziamento di oltre 70 miliardi di dollari, necessari per il salvataggio della compagnia assicurativa.

XageneFinanza2008



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