Il disastro delle Borse


7 Ottobre 2008 - Quello di ieri, lunedì, è stato uno dei ribassi più alti nella storia, superiore perfino a quello del fatidico 11 settembre e, per le dimensioni toccate in apertura di contrattazioni, inferiore solamente a quello dell’ottobre 1987.

Le Borse mondiali hanno vissuto una giornata che definire drammatica è limitativo. Il panico imperversa sui mercati e non sembra lasciare spazio al raziocinio e alla calma. Nessuno è disposto ad acquistare titoli azionari.

La recente approvazione del piano Paulson, dal nome del ministro del Tesoro americano che lo ha presentato, per oltre 700 miliardi di dollari, non solo non ha messo fine all’emorragia , ma forse l’ha in qualche maniera amplificata.

Nel summit del G4 tenuto a Parigi sono emerse differenti vedute tra i leader europei sul tipo d’intervento da proporre all’ Unione Europea: da una parte il duo Sarkozy-Berlusconi dall’altra quello Merkel-Brown.
Il nulla di fatto della riunione ha deluso i mercati e messo in evidenza quanto l’Unione Europea proceda in modo disordinato e confuso.
Da qui la pioggia di vendite dei titoli azionari.

In Europa sono stati bruciati più di 450 miliardi di euro di capitalizzazione, di cui 40 a Piazza Affari, con segni negativi superiori al 7% nei mercati più virtuosi e punte del – 19% a Mosca.

A Milano forti penalizzazioni per Fondiaria, Tenaris, Saipem, con diminuzioni a doppia cifra; ha tenuto bene, nella debacle generale, Unicredit, che all’indomani dell’aumento di capitale che avrebbe dovuto ridurre in tempi normali il valore dell’azione di circa il 10-15 %, si è limitata a cedere poco più del 5%.

In Brasile sono state sospese le contrattazioni alla Borsa di San Paolo; caduta a picco per le Borse di Argentina e Messico.
Il Dow Jones è tornato per la prima volta dal 2004 sotto la soglia dei 10.000 punti, anche se nell’ultima ora di contrattazioni ha limitato le perdite ad un -3,5 %.

Il bagno di sangue di ieri è stato inoltre favorito dalla debacle dei titoli petroliferi, contagiati pesantemente dalla discesa del prezzo del petrolio, che ha toccato dopo mesi il picco minimo di 88 dollari al barile.

In attesa di un taglio dei tassi da parte della Banca Centrale Europea ( Bce ), il dollaro ha invece ripreso quota nei confronti delle principali divise. L’euro è sceso a 1,3507 da 1,3810 di venerdì scorso, dopo aver toccato il minimo da agosto 2007 a quota 1,3470.

Maurizio Zani - XageneFinanza2008



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