Italia: inflazione allo 0,9%


3 Giugno 2009 - I recenti dati sull’inflazione nel mese di maggio, resi noti nei giorni scorsi dall’Istat, hanno evidenziato la nuova caduta dell’indice dei prezzi al consumo che è sceso allo 0,9%, il valore più basso degli ultimi 41 anni.
Contemporaneamente, nella zona Euro, il costo della vita ha toccato quota zero, il minimo assoluto mai raggiunto da quando hanno avuto inizio le statistiche comuni.

La decisa diminuzione dell’indice dei prezzi è principalmente imputabile alla diminuzione dei prodotti energetici e degli alimentari: depurato di questi due elementi, il dato si sarebbe portato all’1,9%: le stime più accreditate prevedono ancora per qualche mese valori bassi al punto di portare la zona Euro in deflazione.

A mettere però in dubbio queste valutazioni c’è la recente impennata del prezzo del petrolio, che è ritornato prepotentemente verso quota 70 dollari al barile, a causa della rinnovata richiesta cinese e delle speculazioni sui future.

Per Bruxelles, tuttavia, già dal mese di luglio si dovrebbe verificare un’inversione di tendenza.
Intanto l’Isae, l’Istituto controllato dal Tesoro, ha illustrato alle parti sociali il nuovo meccanismo di calcolo dell’indice dell’inflazione depurato dell’energia importata, che sostituirà quella programmata.
Le associazioni dei consumatori hanno fatto notare il continuo aumento dei prezzi al pubblico nel settore alimentare ed in quello dei carburanti.

Secondo il Codacons i rincari nel settore alimentare hanno toccato il 2,4%, con un aggravio di spesa per le famiglie di oltre 400 euro.
L’Istituto di ricerca Cerm ha chiesto al governo di mettere mano alla riforma della liberalizzazione della distribuzione al dettaglio, che potrebbe avvenire a costo zero.

Dal canto suo la Confcommercio afferma che le lamentele di alcune associazioni dei consumatori non hanno senso in quanto il rientro dei prezzi prosegue a ritmi sostenuti ed in alcuni settori come l’abbigliamento e la ristorazione il calo ha assunto dimensioni significative.

Ma, come avviene spesso, le buone notizie spesso sono seguite da quelle cattive: a maggio, sempre secondo l’Istat, i pedaggi autostradali ed il costo per i telefonini sono saliti rispettivamente del 4,2% e del 5,6%.

Maurizio Zani - XageneFinanza2009



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