La volata di Unicredit


21 Maggio 2009 - La ritrovata armonia tra i soci e la riscoperta del ruolo core della banca hanno consentito ad Unicredit di essere protagonista di una cavalcata in Borsa che non accenna a diminuire. Il superamento di quota 1,8 euro, dopo il minimo di 0,61 centesimi toccato lo scorso marzo, evidenzia una rivalutazione superiore al 200%, e trae le sue origini dall’accordo sul rinnovo del consiglio d’amministrazione, ufficializzato a Pasqua.

La decisione di rifondare l’alleanza dopo il divorzio tra la Crt e la Cariverona, dovuto in origine all’onerosa ricapitalizzazione dell’Istituto, viene definito oggi, sia a Torino che a Verona, pragmatica e di lungo periodo.

Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti: sia nella ricoperture tecniche di Piazza Affari, sia nel buon momento dei titoli bancari, sia nel grande numero degli scambi, culminato in un passaggio di mano di oltre il 2% del capitale proprio il giorno dello stacco del dividendo, discusso in quanto non in soldi ma in azioni.

La decisione di elargire una cedola sotto forma di azioni era stata decisa nella notte del 29 aprile, alla chiusura della maratona assembleare. In quella occasione le Fondazioni hanno ottenuto la rivalutazione delle azioni di nuova emissione destinata ai soci, al posto del dividendo in contanti.
In questo modo è salito il valore dei titoli ed è sceso il numero di azioni da emettere e, con esso, il rapporto di cambio.

Invece di 1 nuova azione ogni 3, gli azionisti ne hanno ricevuta 1 ogni 5. L’adeguamento del prezzo è stato interpretato dal mercato come una spinta verso l’alto anche per il valore dell’azione a Piazza Affari.

Il grande rimbalzo di queste settimane giova inoltre all’amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, ritenuto da più parti responsabile della difficile situazione che la banca ha vissuto nei mesi scorsi a causa sì della crisi economico finanziaria, ma anche delle esposizioni nell’Europa dell’Est, da molti ritenute eccessive.

Maurizio Zani - XageneFinanza2009



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