L'Eni guarda ad India e Canada


21 Aprile 2006 - L' ultimo quinquennio ha visto l' Eni conquistare il sesto posto nella classifica delle potenze petrolifere mondiali, dopo avere aumentato la sua produzione giornaliera di circa il 70 % arrivando a produrre oltre 1,8 milioni di barili al giorno.

Il titolo azionario ha risentito positivamente di questi risultati triplicando la sua quotazione, tuttavia il cane a sei zampe non ha ancora messo a segno il colpo grosso necessario per diventare uno scalatore e non una possibile preda visti i processi di consolidamento in corso nel settore energetico.

Le voci ricorrenti di fusione prima con Enel e di possibili matrimoni ora con Total ora con Repsol non hanno finora trovato riscontri reali.
La strategia più accreditata è quella inaugurata anni fa da Mincato con l' acquisizione di Lasmo e British Borneo, evitando dispendiose avventure.

I prezzi elevati raggiunti dal petrolio rendono assai difficile lo shopping all' estero.
Dopo aver scoperto il più grande giacimento degli ultimi 30 anni nel Mar Caspio ed essersi spinta in Angola gli obiettivi dell' Eni sono rivolti ora verso l' Oceano Indiano, dove la società italiana ha stretto un accordo con l' indiana Oil & Natural Gas Corporatin e verso il Canada dove è in vista un accordo con la locale Suncor per lo sfruttamento delle sabbie bituminose canadesi.

Maurizio Zani -XageneFinanza2006



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