Mercati: una settimana nera


13 Luglio 2008 - Si è chiusa venerdì scorso con un ennesimo tonfo un’altra settimana nera per le borse mondiali.

Il petrolio schizzato all’ennesimo record, 147 dollari al barile, la divisa statunitense che diventa sempre più fragile con l’ euro giunto a quota 1,58 ed una nuova ondata di panico dovuta alle paure del sistema bancario internazionale, hanno contribuito a far vivere un ennesimo venerdì nero ai mercati.

Sola le piazze europee hanno visto i 600 titoli principali lasciare sui mercati una capitalizzazione di oltre 180 miliardi di euro. Da Parigi a Londra, da Milano a Francoforte, da Madrid a Zurigo si è assistito ad un’altra ondata di ribassi.

La stessa ondata di vendite si è poi riversata dall’altra parte dell’Atlantico, anche se corretta in parte a fine seduta.

I mercati si trovano ormai in piena fase orso, con la quotazioni inferiori di oltre 20 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2007.

La crisi dei mutui americani proietta sempre di più le sue ombre sull’intero sistema bancario internazionale: venerdì è toccato al Crédit Agricole la maglia nera dei listini, in caduta di oltre 9 punti percentuali.
Sulla stessa falsariga anche il gruppo nordeuropeo Fortis, la Société Générale, Barclays ed Ubs, con perdite dell’ordine di 5 punti percentuali.

Negli Stati Uniti, invece, sono dovute intervenire sia la Federal Reserve che il Dipartimento del Tesoro per garantire a due società di credito immobiliare, Freddie Mac e Fannie Mae, invischiate nella crisi dei mutui, l’accesso alla liquidità a tassi agevolati.


Maurizio Zani - XageneFinanza2008



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