Monete: è di nuovo superEuro


24 Maggio 2009 - A causa delle ormai consolidate ondate di pessimismo, dei timori sulle effettive dimensioni del debito pubblico americano e delle immancabili speculazioni dei ribassisti, il dollaro Usa è ritornato agli stessi livelli dell’inizio del 2009 ed ha chiuso la settimana superando la barriera di 1,40 nei confronti dell’euro.

E, come se non bastasse, la divisa statunitense è tornata ai minimi da inizio anno anche nei confronti del franco svizzero ed ai livelli più bassi da metà febbraio contro lo yen giapponese.

Ma non sono solo le incertezze sulla situazione economica ad avere affondato il dollaro: hanno anche contribuito le ripercussioni della batosta subita dalla sterlina dopo che Standard & Poor‘s ha rivisto al ribasso l’outlook della Gran Bretagna a causa del suo massiccio indebitamento.

L’intervento della società di rating ha da una parte messo in allerta gli analisti americani e dall’altra ha innescato la speculazione ribassista, aiutata in questo dalle paure che l’enorme debito pubblico americano possa perdere quanto prima la valutazione AAA.

L’interesse per il dollaro però potrebbe ridiventare decisivo già da domani, lunedì, quando il Tesoro americano lancerà sui mercati un’importante asta da oltre 100 miliardi di dollari con scadenze suddivise tra 2, 5 e 7 anni.

In questo contesto torna ad affacciarsi silenziosamente il petrolio, che ha chiuso la settimana con una quotazione vicina ai 62 dollari al barile, in recupero dell’8% in una sola settimana.
Il prezzo è frutto soprattutto della richiesta massiccia proveniente dalla Cina, salita ad aprile di quasi il 4%, con ritorno ai livelli di ottobre 2008.

Dal canto suo il Centro Studi della Confindustria evidenzia come si stiano consolidando i germogli della ripresa e sottolinea inoltre come, secondo l’Ocse, la svolta tanto attesa potrebbe arrivare nel corso dell’estate.

Notizie soddisfacenti arrivano anche dal commercio e dai consumi interni: a marzo le vendite al dettaglio, pur facendo segnare un calo su base tendenziale di oltre il 5%, hanno segnato un modesto incremento dello 0,1% sul mese precedente.

Maurizio Zani - XageneFinanza2009



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