Mutui: le banche, salvo rare eccezioni, non erogano più a tasso fisso


2 Giugno 2009 - Nonostante i saggi Eurirs, ossia i tassi di riferimento per i mutui a tasso fisso dove le banche applicano uno spread che consiste nel loro guadagno spesso vicino al 2%, siano oltre quattro volte il tasso di riferimento della BCE ( 4,21 eurirs a 20 anni,contro tasso BCE 1% ), le banche, salvo rarissime eccezioni, hanno fatto sparire dal mercato i mutui a tasso fisso, ripetendo la stessa strategia fraudolenta messa in atto tra il 2003 ed il 2005, allorquando costrinsero 3,2 milioni di famiglie su 3,5 milioni di mutuatari richiedenti i prestiti per acquistare la casa, ad indebitarsi a tasso variabile, invece degli irreperibili tassi fissi.

Migliaia di famiglie, costrette ad indebitarsi a tassi indicizzati a tassi variabili ( 2003-2005 ), qualche anno dopo ( 2007 ), a seguito dell’aumento del costo del denaro ci hanno rimesso la casa, mandata all’asta dalle stesse banche che avevano consigliato i tassi variabili magnificandone la convenienza.

Tra le 40 banche monitorate da Mutui on line, solo due banche tradizionali, Credem e Cariparma, offrono mutui a tasso fisso, rispettivamente al saggio del 5,48% e 5,71%, oltre a 600 euro tra spese di istruttoria e costi di perizia, mentre non vi sono banche on-line, che a richiesta assecondano prestiti a tassi fissi, con tassi variabili più bassi di 150-200 punti base, quindi più attraenti.

Adusbef ha messo in guardia i mutuatari rammentando loro ciò che è accaduto nel recente passato: rate aumentate del 40-50%, insostenibilità dei pagamenti, pignoramenti ed esecuzioni immobiliari.

Fonte: Adusbef, 2009

XageneFinanza2009



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