Telecom ed il futuro di Telco


15 Settembre 2009 - Manca poco più di un mese alla scadenza dei termini fissati per comunicare le intenzioni sul futuro di Telco: il confronto tra gli azionisti principali della cassaforte che controlla Telecom Italia sta giungendo in vista del traguardo finale.
Dalle indiscrezioni che trapelano spunta l’ipotesi di mantenere l’attuale situazione.

Le perplessità riguardano la volontà o meno di Mediobanca, Intesa, Generali, Sintonia e Telefonica di confermare per altri 3 anni il loro vincolo. Si parla di un rinnovo per un solo anno così come non mancano le voci circa un rimescolamento delle carte in modo tale da creare un nocciolo duro esclusivamente italiano, senza la presenza degli spagnoli di Telefonica.

I principali soci hanno tempo fino al prossimo 28 ottobre per trovare un accordo: l’ipotesi di un prolungamento di un anno avrebbe incontrato una buona accettazione, visto che non tutti i soci sarebbero disposti a cambiare l’assetto della società.
In questo caso, infatti, i soci non solo tornerebbero in possesso delle proprie azioni ma si troverebbero costretti a sobbarcarsi 3.6 miliardi di debiti pro-quota.

L’ ipotesi di una Telco 2 non è però così scontata in quanto gli spagnoli di Telefonica detengono il 10% del capitale di Telecom Italia: qualora uscissero, la loro quota potrebbe essere rilevata dal gruppo Fossati con il 5%.
In questo modo la quota sindacata potrebbe arrivare a circa il 20%.

La presenza di Telefonica ha finora creato vari problemi a Franco Bernabè: gli ostacoli in Brasile sono ormai superati, anche se la gestione di Tim Brasil è resa difficile dagli obblighi vigenti nel paese sudamericano per garantire la separazione tra le attività brasiliane di Telecom e quelle del suo socio, ed in questo caso concorrente, Telefonica.

Ulteriori problemi con Telefonica sono poi sorti in Argentina, dove Telecom è stata prima estromessa dalla gestione di Telecom Argentina, in seguito è rientrata dopo il ricorso e quindi è stata obbligata dall’ Antitrust a vendere.

Se gli spagnoli dovessero uscire faciliterebbero il compito a Bernabè. Tuttavia, non sarà facile convincere il numero uno di Telefonica, Alierta, a uscire da Telecom Italia dopo avere sborsato la bellezza di 3 miliardi di euro nel gruppo telefonico italiano.

Ecco perché sembra prevalere l’ipotesi di lasciare tutto invariato e rinviare il confronto a tempi migliori.

Maurizio Zani - XageneFinanza2009



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