Telecom Italia: piano triennale 2009-2011


31 Dicembre 2008 - Sono state presentate le linee guida strategiche e gli obiettivi per il triennio 2009-2011. Franco Bernabè amministratore delegato di Telecom Italia ha dichiarato che l’obiettivo del piano è di proseguire nel miglioramento della dinamica di ricavi e margini avviata nel corso del 2008 e riprendere un percorso selettivo di crescita caratterizzato da una severa disciplina finanziaria del Gruppo Telecom Italia.

Le condizioni dei mercati e dell’economia reale nel frattempo intervenute hanno mostrato la necessità di essere ancora più incisivi nell’affrontare in modo prioritario la riduzione dell’indebitamento.

L’obiettivo di Telecom Italia è quello di abbattere il debito intorno al 2,3 in rapporto all’EBITDA.

Sul piano geografico lo sviluppo si concentrerà su Italia e Brasile, senza trascurare il mercato TLC argentino, e sul piano industriale si focalizzerà sui nuovi servizi e funzionalità abilitate dalla banda larga fissa e mobile. Sul mercato domestico Telecom si concentrerà su una nuova impostazione customer centric, modificando coerentemente la macro organizzazione a partire da gennaio 2009. Si continuerà a dare un forte impulso ai business innovativi per lo sviluppo complessivo dell’economia digitale.

Le attività non coerenti con queste priorità geografiche ed industriali saranno gestite in un’ottica di valorizzazione finalizzata alla dismissione, quando le condizioni di mercato lo consentiranno.

A) Mercato Domestico

Il primo obiettivo del Piano 2009-2011 sul mercato domestico è l’inversione del trend dei ricavi nel 2010 grazie alla crescita dei ricavi da servizi innovativi ( BroadBand e business adiacenti ) che al 2011 rappresenteranno circa il 28% dei ricavi domestici totali.

In particolare, il ritorno alla crescita sul domestico, si fonda su cinque punti:

la difesa della market share a valore grazie al nuovo approccio customer centric ( consumer, business e Top Client ) che sarà completamente operativo da gennaio 2009 con il varo della nuova organizzazione;

la chiusura del gap nella penetrazione nel broadband fisso rispetto alla media europea, sia aumentando la soddisfazione dei clienti grazie all’aumento della qualità del servizio, sia attraverso l’innovazione dell’offerta in termini di indirizzo di nuovi bisogni e di promozione di suite di servizi di VAS e connettività per famiglie ed imprese;

lo sviluppo del broadband mobile difendendo il premio di mobilità, il posizionamento di TIM sui servizi VAS Interattivi ed indirizzando la forte crescita dei clienti broadband convergenti;

lo sviluppo significativo nei business adiacenti ( IPTV, ICT, Online Advertising, Digital Home, Service Exposure ) per ampliare lo share of wallet sul cliente, la loyalty;

la revisione dell’architettura di marca del Gruppo per una più coerente percezione del nuovo assetto dell’offerta convergente e della citata impostazione customer centric.

I target per l’anno 2009 del business Domestico prevedono: ricavi organici tra 22,7 e 22,8 miliardi di euro; EBITDA organico tra 9,9 e 10 miliardi di euro; investimenti industriali per circa 3,3 miliardi di euro.
I ricavi organici sono previsti in leggera crescita ( 0,2% medio annuo ) per il periodo 2008-2011. E’ atteso il raggiungimento di un EBITDA margin organico di circa il 46% nel 2011 e gli investimenti rappresenteranno circa il 13,0 – 13,5% dei ricavi.

B) Riduzione Costi ed Investimenti

Parallelamente, il Piano ha individuato 7 aree di intervento secondo un modello Lean Company , per l’aumento dell’efficienza che porteranno a una riduzione complessiva di costi ed investimenti, a livello di Gruppo, di circa 2 miliardi di euro nel 2011, con il conseguimento di oltre il 40% delle efficienze già nel corso del 2009:

3 programmi relativi alle infrastrutture: IT, Network Operations, Building & Energy che riguardano interventi di semplificazione e razionalizzazione, con efficienze complessive per circa 0,8 miliardi di euro di cash cost;

3 programmi relativi all’area commerciale: Sales & Distribution, Customer Operations e Delivery & Assurance che riguardano il re-engineering dei processi in logica customer centric, con efficienze complessive per circa 0,9 miliardi di euro;

1 programma di semplificazione organizzativa e razionalizzazione dei processi e delle funzioni di supporto, con efficienze per circa 0,3 miliardi di euro.

C) Brasile

Il Brasile rappresenta un solido mercato emergente in cui Telecom Italia vuole rafforzare il proprio posizionamento facendo leva sulle potenzialità del mobile quale enabler dello sviluppo del broadband e sfruttando le opportunità della migrazione fisso-mobile.

Le leve d’azione sul mercato brasiliano saranno: il focus sulla qualità del servizio; la leadership nell’innovazione; l’approccio customer centric; il tutto in un contesto di massimizzazione dell’efficienza dei costi.

Continuerà la politica di investimenti sull’innovazione con l’obiettivo di far diventare il brand TIM punto di riferimento per i prodotti convergenti. Grazie a ciò Telecom Italia prevede oltre 2,5 milioni di clienti mobile broadband al 2011, con una market share sul segmento stimata intorno al 25%.

Per quanto riguarda il fisso, il posizionamento pure mobile di Tim Brasil offre l’enorme opportunità di affrontare con particolare efficacia e senza rischi di cannibalizzazione, un mercato che attualmente vale 41 milioni di linee ( 45 milioni al 2011 ).

Per il Brasile si evidenziano di seguito i target per il triennio 2009-2011, a parità di perimetro e cambi:

Ricavi nel 2009 pari a circa 15,3 miliardi reais e in crescita circa dell’8% medio annuo nel periodo 2008-2011;

EBITDA pari a circa 3,6 miliardi di reais nel 2009 con un margine del 27,5% nel 2011;

Investimenti industriali pari a circa 2,8 miliardi di reais nel 2009, e pari al 13,5% dei ricavi al 2011. Argentina

Telecom Italia ribadisce il proprio impegno in Telecom Argentina dove intende rafforzare la propria presenza attraverso l’esercizio della call option e il conseguente aumento della quota azionaria in Sofora. L’operazione avverrà con il supporto di un partner locale e non comporterà esborsi finanziari per Telecom Italia.

D) Valorizzazione asset non core

L’analisi del portafoglio di attività di Telecom Italia ha portato a identificare come non core alcune attività che non corrispondono ai razionali strategici e ai criteri dettati dalla disciplina finanziaria che guida il Piano Industriale.
Si procederà pertanto a una valorizzazione del portafoglio con un contributo atteso sino a 3 miliardi di euro di flusso di cassa.

XageneFinanza2008



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